Per la serie "I video che danno fastidio ad Axlman"
giovedì 23 dicembre 2010
venerdì 22 ottobre 2010
UN MILIONE DI BAMBINI SOTTO ANTIPSICOTICI
lunedì 11 ottobre 2010
UN MILIONE DI BAMBINI SOTTO ANTIPSICOTICI
DI SUSAN ROSENTHAL
dissidentvoice.org
A luglio, il Washington Post ha riferito che Corporate America ha accumulato un cash record di 1,8 miliardi dollari, con la prospettiva di ulteriori incrementi di profitto. Allo stesso tempo, ad un numero record di bambini americani vengono prescritti psicofarmaci tossici in tenera età. Questi due fatti sono collegati.
Le grandi aziende private ci hanno rubato miliardi, sfruttando i lavoratori in patria e all’estero – pagando il nostro lavoro meno del suo valore – e licenziando i lavoratori e costringendo il resto a lavorare più duramente per molto meno.
Esse rubano anche dai nostri figli.
Sfruttamento e privazioni portano i genitori a sentirsi angosciati, depressi, arrabbiati, ansiosi e distrutti. Si stima che 15 milioni di bambini americani (uno su cinque) vivono con un adulto che ha sofferto di forte depressione nel corso dell’anno precedente. I bambini rispondono al disagio dei genitori con sintomi e comportamenti. Maggiore la difficoltà del genitore, maggiore la difficoltà del bambino.
Invece di utilizzare una parte dei fondi aziendali investendo nelle famiglie, i bambini con delle difficoltà sono stati etichettati con disturbi mentali e drogati per la sottomissione. Questi bambini sono stati derubati della loro salute e della speranza di un miglioramento reale nella loro vita.
Per diversi decenni, ricercatori come Peter e Ginger Breggin hanno documentato la misura scioccante nella quale i bambini americani vengono drogati con stimolanti e anti -depressivi.
Ora, grazie alla potenza di marketing delle ditte farmaceutiche i bambini con difficoltà vengono drogati con potenti antipsicotici. Negli adulti, questi composti tossici aumentano il rischio di ictus, malattie cardiovascolari, obesità, diabete, suicidio, convulsioni, infezioni, insufficienza renale, danni del sistema nervoso e morte improvvisa. Gli effetti sui bambini sono sconosciuti.
Nel settembre dello scorso anno, una relazione della Food and Drug Administration ha constatato che il numero di prescrizioni di antpsicotici dispensate ai bambini (0-17 anni) era salito del 22 per cento negli ultimi cinque anni.
La FDA ha esaminato sei farmaci antipsicotici : Seroquel ® (quetiapina); Zyprexa ® (olanzapina); Risperdal ® (risperidone); Abilify ® (aripiprazolo); Geodon ® (ziprasidone) e Invega ® ( Paliperidone).
Nel 2008, dei 32 milioni di prescrizioni dispensate di questi farmaci, 4,8 milioni sono state distribuite ai bambini (15 per cento del totale).
Quello stesso anno, a un milione di singoli bambini sono stati prescritti questi antipsicotici (19 per cento del totale di 5,5 milioni di individui). Ecco i numeri, per fascia di età:
1.770 bambini di 0-2 anni
64.664 bambini di età 3-6 anni
414.451 bambini di età 7-12 anni
540.760 bambini di età compresa tra 13 e 17 anni
Diagnosi riguardanti neonati e bambini piccoli (0-2 anni) includono: disturbo da deficit dell’attenzione, disturbi del comportamento e mentali, problemi del comportamento;
altri disturbi emotivi e schizofrenia residua, una diagnosi che può essere fatta sulla base di “opinioni strane e insolite esperienze percettive”.
Una diagnosi più accurata per i sintomi di questi bambini e comportamenti sarebbe “Disturbo dei genitori a causa di politiche sociali crudeli”. Un recente rapporto dell’Urban Institute di Washington ha rilevato che il 7 per cento di tutti i bambini di 9 mesi di età vive con madri gravemente depresso, e il 41 per cento dei bambini di 9 mesi di età vive con madri che soffrono di qualche forma di depressione. Questi tassi sono più alti tra le madri che vivono in povertà, che hanno anche maggiori probabilità di subire violenza domestica.
Solo un sistema sociale malato può consentire a pochi di arricchirsi rubando la vita presente e le speranze per il futuro di molti.
Susan Rosenthal
Fonte: http://dissidentvoice.org
Link: http://dissidentvoice.org/2010/09/one-million-kids-on-anti-psychotics/
25.09.2010
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ETTORE MARIO BERNI
Fonte: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7529
UN MILIONE DI BAMBINI SOTTO ANTIPSICOTICI
DI SUSAN ROSENTHAL
dissidentvoice.org
A luglio, il Washington Post ha riferito che Corporate America ha accumulato un cash record di 1,8 miliardi dollari, con la prospettiva di ulteriori incrementi di profitto. Allo stesso tempo, ad un numero record di bambini americani vengono prescritti psicofarmaci tossici in tenera età. Questi due fatti sono collegati.
Le grandi aziende private ci hanno rubato miliardi, sfruttando i lavoratori in patria e all’estero – pagando il nostro lavoro meno del suo valore – e licenziando i lavoratori e costringendo il resto a lavorare più duramente per molto meno.
Esse rubano anche dai nostri figli.
Sfruttamento e privazioni portano i genitori a sentirsi angosciati, depressi, arrabbiati, ansiosi e distrutti. Si stima che 15 milioni di bambini americani (uno su cinque) vivono con un adulto che ha sofferto di forte depressione nel corso dell’anno precedente. I bambini rispondono al disagio dei genitori con sintomi e comportamenti. Maggiore la difficoltà del genitore, maggiore la difficoltà del bambino.
Invece di utilizzare una parte dei fondi aziendali investendo nelle famiglie, i bambini con delle difficoltà sono stati etichettati con disturbi mentali e drogati per la sottomissione. Questi bambini sono stati derubati della loro salute e della speranza di un miglioramento reale nella loro vita.
Per diversi decenni, ricercatori come Peter e Ginger Breggin hanno documentato la misura scioccante nella quale i bambini americani vengono drogati con stimolanti e anti -depressivi.
Ora, grazie alla potenza di marketing delle ditte farmaceutiche i bambini con difficoltà vengono drogati con potenti antipsicotici. Negli adulti, questi composti tossici aumentano il rischio di ictus, malattie cardiovascolari, obesità, diabete, suicidio, convulsioni, infezioni, insufficienza renale, danni del sistema nervoso e morte improvvisa. Gli effetti sui bambini sono sconosciuti.
Nel settembre dello scorso anno, una relazione della Food and Drug Administration ha constatato che il numero di prescrizioni di antpsicotici dispensate ai bambini (0-17 anni) era salito del 22 per cento negli ultimi cinque anni.
La FDA ha esaminato sei farmaci antipsicotici : Seroquel ® (quetiapina); Zyprexa ® (olanzapina); Risperdal ® (risperidone); Abilify ® (aripiprazolo); Geodon ® (ziprasidone) e Invega ® ( Paliperidone).
Nel 2008, dei 32 milioni di prescrizioni dispensate di questi farmaci, 4,8 milioni sono state distribuite ai bambini (15 per cento del totale).
Quello stesso anno, a un milione di singoli bambini sono stati prescritti questi antipsicotici (19 per cento del totale di 5,5 milioni di individui). Ecco i numeri, per fascia di età:
1.770 bambini di 0-2 anni
64.664 bambini di età 3-6 anni
414.451 bambini di età 7-12 anni
540.760 bambini di età compresa tra 13 e 17 anni
Diagnosi riguardanti neonati e bambini piccoli (0-2 anni) includono: disturbo da deficit dell’attenzione, disturbi del comportamento e mentali, problemi del comportamento;
altri disturbi emotivi e schizofrenia residua, una diagnosi che può essere fatta sulla base di “opinioni strane e insolite esperienze percettive”.
Una diagnosi più accurata per i sintomi di questi bambini e comportamenti sarebbe “Disturbo dei genitori a causa di politiche sociali crudeli”. Un recente rapporto dell’Urban Institute di Washington ha rilevato che il 7 per cento di tutti i bambini di 9 mesi di età vive con madri gravemente depresso, e il 41 per cento dei bambini di 9 mesi di età vive con madri che soffrono di qualche forma di depressione. Questi tassi sono più alti tra le madri che vivono in povertà, che hanno anche maggiori probabilità di subire violenza domestica.
Solo un sistema sociale malato può consentire a pochi di arricchirsi rubando la vita presente e le speranze per il futuro di molti.
Susan Rosenthal
Fonte: http://dissidentvoice.org
Link: http://dissidentvoice.org/2010/09/one-million-kids-on-anti-psychotics/
25.09.2010
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ETTORE MARIO BERNI
Fonte: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7529
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lunedì 11 ottobre 2010
I video che danno fastidio ad axlman
Riecco i 5 video del documentario inchiesta di RaiTre "Inventori di Malattie" che danno tanto fastidio a fido-fede axlman che tempo addietro li fece rimuovere dopo che li pubblicai per la prima volta ;-)
Ah...caro assholeman è inutile che cerchi di farli rimuovere anche stavolta, perchè li ho salvati sul mio HD e li rimetterò personalmente online ogni qualvolta li farai rimuovere ;-)
Ah...caro assholeman è inutile che cerchi di farli rimuovere anche stavolta, perchè li ho salvati sul mio HD e li rimetterò personalmente online ogni qualvolta li farai rimuovere ;-)
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Tumori: provocazione oncologi, allungare brevetti per biofarmaci low cost
Tumori: provocazione oncologi, allungare brevetti per biofarmaci low cost (Un'utopia NdLaSerpe)
http://www.lasaluteinpillole.it/salute.asp?id=9366
Milano, 8 ott. (Adnkronos Salute) 18:00
Farmaci biologici troppo costosi? La soluzione potrebbe essere "incrementare la validità del brevetto, per permettere alle case farmaceutiche di abbattere i prezzi. Allungando i tempi le industrie potrebbero ammortizzare gli investimenti su un periodo più ampio e potrebbero offrire prodotti low cost". E' la provocazione lanciata oggi a Milano dagli oncologi dell'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), in occasione dell'apertura del Congresso Esmo (European society for medical oncology) 2010, in programma fino al 12 ottobre. Quello degli specialisti è un appello: "Occorre affrontare al più presto la questione costi e brevetti a livello internazionale, o il sistema imploderà", avverte Carmelo Iacono, presidente dell'Aiom. In Italia dove in un anno si stimano oltre 254 mila nuovi casi di cancro (dati 2008, Istituto superiore di sanità), "nel 2009 abbiamo speso 5.456 milioni di euro per farmaci oncologici. Supponiamo di risparmiare il 40%: avremmo un recupero enorme e immediato di risorse". Non solo: "Tutti i nuovi farmaci - riflette Iacono - avrebbero come riferimento dei prezzi già abbattuti e inciderebbero di meno su quella che è l'evoluzione della spesa". Nel 2009 gli esperti hanno registrato "un incremento del 17% rispetto alla spesa per questa voce nel 2008. Un ritmo simile non è sostenibile per il nostro Servizio sanitario nazionale. O modifichiamo le regole o la situazione ci sfuggirà di mano", conclude.
http://www.lasaluteinpillole.it/salute.asp?id=9366
Milano, 8 ott. (Adnkronos Salute) 18:00
Farmaci biologici troppo costosi? La soluzione potrebbe essere "incrementare la validità del brevetto, per permettere alle case farmaceutiche di abbattere i prezzi. Allungando i tempi le industrie potrebbero ammortizzare gli investimenti su un periodo più ampio e potrebbero offrire prodotti low cost". E' la provocazione lanciata oggi a Milano dagli oncologi dell'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), in occasione dell'apertura del Congresso Esmo (European society for medical oncology) 2010, in programma fino al 12 ottobre. Quello degli specialisti è un appello: "Occorre affrontare al più presto la questione costi e brevetti a livello internazionale, o il sistema imploderà", avverte Carmelo Iacono, presidente dell'Aiom. In Italia dove in un anno si stimano oltre 254 mila nuovi casi di cancro (dati 2008, Istituto superiore di sanità), "nel 2009 abbiamo speso 5.456 milioni di euro per farmaci oncologici. Supponiamo di risparmiare il 40%: avremmo un recupero enorme e immediato di risorse". Non solo: "Tutti i nuovi farmaci - riflette Iacono - avrebbero come riferimento dei prezzi già abbattuti e inciderebbero di meno su quella che è l'evoluzione della spesa". Nel 2009 gli esperti hanno registrato "un incremento del 17% rispetto alla spesa per questa voce nel 2008. Un ritmo simile non è sostenibile per il nostro Servizio sanitario nazionale. O modifichiamo le regole o la situazione ci sfuggirà di mano", conclude.
lunedì 26 luglio 2010
ADHD - A Fraud
Con dedica speciale sempre al solito noto ;-)
Farai rimuovere anche questo ?
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lunedì 19 luglio 2010
Inventori di Malattie - Il guru dei disinformatori lo fa rimuovere
Tempo fa avevo piazzato su un post di questo blog le cinque parti del documentario inchiesta trasmesso su RAI 3 intitolato "Inventori di Malattie".
Ebbene dopo nemmeno qualche giorno dalla visita del solito"guru" dei disinformatori (visita registrata dal tracker) guardacaso il video è stato fatto rimuovere, causa: la famigerata e fantomatica "violazione dei termini di utilizzo".
Ma che caso !
Ma caro il mio guru sostenitore degli psicofarmaci per i bambini iperattivi quei video ti facevano bruciare così tanto il buco del culo ?
A quanto pare si ;-)
Comunque tranquillo, i video li avevo già salvati da tempo, perchè sapevo che avresti usato il solito metodo mafioso di censura, pertanto ti avviso che a breve riappariranno per tua immensa gioia ;-)
Ciao ciao ciao fido-fede ;-)
Ebbene dopo nemmeno qualche giorno dalla visita del solito"guru" dei disinformatori (visita registrata dal tracker) guardacaso il video è stato fatto rimuovere, causa: la famigerata e fantomatica "violazione dei termini di utilizzo".
Ma che caso !
Ma caro il mio guru sostenitore degli psicofarmaci per i bambini iperattivi quei video ti facevano bruciare così tanto il buco del culo ?
A quanto pare si ;-)
Comunque tranquillo, i video li avevo già salvati da tempo, perchè sapevo che avresti usato il solito metodo mafioso di censura, pertanto ti avviso che a breve riappariranno per tua immensa gioia ;-)
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sabato 10 luglio 2010
Una compressa al giorno, siamo italiani Farmaci, consumo raddoppiato in dieci anni
IL RAPPORTO OSMED
Una compressa al giorno, siamo italiani Farmaci, consumo raddoppiato in dieci anni
di Adele Sarno
Nel 2009 sono state prescritte 926 dosi giornaliere ogni mille abitanti, nel 2000 erano 580, per un totale di 30 scatole a testa l’anno. Le molecole più usate servono al sistema cardiovascolare. Boom di antidepressivi, complice la crisi. Cresce il mercato dei generici. Ecco i dati del rapporto Osmed
Una compressa al giorno, 30 scatole a testa all’anno. Consumare farmaci è come bere il caffè la mattina, un’abitudine. In dieci anni le quantità di medicinali assunte dagli italiani sono quasi raddoppiate: nel 2009 sono state prescritte 926 dosi giornaliere ogni mille abitanti, nel 2000 erano 580. Le molecole più utilizzate sono sempre quelle per il sistema cardiovascolare. Ma rispetto al 2008, quasi tutte le categorie terapeutiche fanno registrare un incremento delle prescrizioni. In particolare, sono aumentati i gastrointestinali (+7,9%), i farmaci per il sistema nervoso centrale (+4,2%) e gli ematologici (+3,3%). Tra tutti si registra un'impennata degli antidepressivi. A fotografare un’Italia che spende sempre di più in farmacia è il rapporto OsMed (Oservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali) presentato oggi a Roma, un report annuale elaborato dall'Agenzia italiana per il farmaco e dall’Istituto superiore di sanità elabora per monitorare la spesa farmaceutica in Italia. Che nel 2009 è costata 25 miliardi di euro, di cui il 75% a carico del Servizio sanitario nazionale. In media, per ogni cittadino italiano, la spesa per farmaci è stata di 420 euro. “Non stupisce che aumentino proprio i farmaci per le patologie croniche – spiega Roberto Raschetti, direttore dell'Osservatorio sull'impiego dei farmaci dell’Iss – una crescita legata all'invecchiamento della popolazione, ma anche le abitudini di tipo socio-culturali. In Italia, complice anche la crisi, peggiorano gli stili di vita e le condizioni psichiche di persone che tutti i giorni fanno i conti con lavori precari. Un dato positivo però c’è: la crescita del mercato dei farmaci generici, quelli senza griffe e di cui è scaduto il brevetto”. Basti pensare che, secondo un'indagine dell'Osservatorio nazionale sulla salute della donna, i 'no brand', avendo un costo medio inferiore del 20-40 per cento, potrebbero comportare un risparmio potenziale annuale per le casse dello Stato di oltre un miliardo di euro. I farmaci equivalenti rappresentano quasi la metà del consumo territoriale e circa il 28% della spesa, anche se la maggiore prescrizione si concentra ancora sui prodotti branded. "Ciò significa che - continua Raschetti - almeno per quelli spendiamo meno, in quanto l’unica differenza è il prezzo, per il resto contengono infatti lo steso principio attivo, sono 'bioequivalenti', in quanto hanno la stessa efficacia, e sono ugualmente sicuri perché sottoposti agli stessi controlli che l'Aifa svolge su tutti farmaci in commercio. Anche la quantità di farmaco contenuto nella confezione, le indicazioni e le controindicazioni sono le stesse". Le più assidue frequentatrici della farmacia sono le donne e comprano soprattutto antidepressivi. "Dall’analisi condotta nella popolazione a disposizione dell’OsMed si rileva nel complesso una prevalenza d’uso del 76%, con una differenza tra uomini e donne (71% e 81% rispettivamente). I maggiori livelli di consumo nelle donne riguardano i farmaci del sistema nervoso centrale (e specificamente gli antidepressivi), i farmaci del sangue (soprattutto gli antianemici) e i farmaci del sistema muscolo-scheletrico (i bifosfonati)" continua Raschetti. Alti valori di esposizione si osservano nei bambini e negli anziani: circa 8 bambini su 10 ricevono in un anno almeno una prescrizione (in particolare di antibiotici e antiasmatici). "In Italia - dice Pietro Folino Gallo dell'ufficio coordinamento Osmed dell'Agenzia italiana del farmaco - il 50% dei bambini ha ricevuto almeno un antibiotico. Un uso più razionale di questi medicinali potrebbe far risparmiare 300 mln di euro, con un impatto positivo su tutta la salute pubblica". Mentre la spesa media di un assistibile di età superiore a 75 anni è di oltre 12 volte maggiore a quella di una persona di età compresa fra 25 e 34 anni (la differenza diventa di 17 volte in termini di dosi). La popolazione con più di 65 anni assorbe circa il 60% della spesa e delle DDD; al contrario, nella popolazione pediatrica fino a 14 anni, a fronte di elevati livelli di prevalenza, si consuma meno del 3% delle dosi e della spesa. "Gli italiani - conclude Raschetti - si dimostrano ancora malati di farmaci. Noncuranti degli appelli alla prudenza indotti dall'emergere di alcuni effetti collaterali anche gravi. E amano gli antidepressivi e non considerano che dati in modo automatico e senza una giusta terapia di supporto sono inutili. Anzi: controproducenti".
(Luglio 8, 2010)
Tag: Farmaci, rapporto osmed 2009
Una compressa al giorno, siamo italiani Farmaci, consumo raddoppiato in dieci anni
di Adele Sarno
Nel 2009 sono state prescritte 926 dosi giornaliere ogni mille abitanti, nel 2000 erano 580, per un totale di 30 scatole a testa l’anno. Le molecole più usate servono al sistema cardiovascolare. Boom di antidepressivi, complice la crisi. Cresce il mercato dei generici. Ecco i dati del rapporto Osmed
Una compressa al giorno, 30 scatole a testa all’anno. Consumare farmaci è come bere il caffè la mattina, un’abitudine. In dieci anni le quantità di medicinali assunte dagli italiani sono quasi raddoppiate: nel 2009 sono state prescritte 926 dosi giornaliere ogni mille abitanti, nel 2000 erano 580. Le molecole più utilizzate sono sempre quelle per il sistema cardiovascolare. Ma rispetto al 2008, quasi tutte le categorie terapeutiche fanno registrare un incremento delle prescrizioni. In particolare, sono aumentati i gastrointestinali (+7,9%), i farmaci per il sistema nervoso centrale (+4,2%) e gli ematologici (+3,3%). Tra tutti si registra un'impennata degli antidepressivi. A fotografare un’Italia che spende sempre di più in farmacia è il rapporto OsMed (Oservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali) presentato oggi a Roma, un report annuale elaborato dall'Agenzia italiana per il farmaco e dall’Istituto superiore di sanità elabora per monitorare la spesa farmaceutica in Italia. Che nel 2009 è costata 25 miliardi di euro, di cui il 75% a carico del Servizio sanitario nazionale. In media, per ogni cittadino italiano, la spesa per farmaci è stata di 420 euro. “Non stupisce che aumentino proprio i farmaci per le patologie croniche – spiega Roberto Raschetti, direttore dell'Osservatorio sull'impiego dei farmaci dell’Iss – una crescita legata all'invecchiamento della popolazione, ma anche le abitudini di tipo socio-culturali. In Italia, complice anche la crisi, peggiorano gli stili di vita e le condizioni psichiche di persone che tutti i giorni fanno i conti con lavori precari. Un dato positivo però c’è: la crescita del mercato dei farmaci generici, quelli senza griffe e di cui è scaduto il brevetto”. Basti pensare che, secondo un'indagine dell'Osservatorio nazionale sulla salute della donna, i 'no brand', avendo un costo medio inferiore del 20-40 per cento, potrebbero comportare un risparmio potenziale annuale per le casse dello Stato di oltre un miliardo di euro. I farmaci equivalenti rappresentano quasi la metà del consumo territoriale e circa il 28% della spesa, anche se la maggiore prescrizione si concentra ancora sui prodotti branded. "Ciò significa che - continua Raschetti - almeno per quelli spendiamo meno, in quanto l’unica differenza è il prezzo, per il resto contengono infatti lo steso principio attivo, sono 'bioequivalenti', in quanto hanno la stessa efficacia, e sono ugualmente sicuri perché sottoposti agli stessi controlli che l'Aifa svolge su tutti farmaci in commercio. Anche la quantità di farmaco contenuto nella confezione, le indicazioni e le controindicazioni sono le stesse". Le più assidue frequentatrici della farmacia sono le donne e comprano soprattutto antidepressivi. "Dall’analisi condotta nella popolazione a disposizione dell’OsMed si rileva nel complesso una prevalenza d’uso del 76%, con una differenza tra uomini e donne (71% e 81% rispettivamente). I maggiori livelli di consumo nelle donne riguardano i farmaci del sistema nervoso centrale (e specificamente gli antidepressivi), i farmaci del sangue (soprattutto gli antianemici) e i farmaci del sistema muscolo-scheletrico (i bifosfonati)" continua Raschetti. Alti valori di esposizione si osservano nei bambini e negli anziani: circa 8 bambini su 10 ricevono in un anno almeno una prescrizione (in particolare di antibiotici e antiasmatici). "In Italia - dice Pietro Folino Gallo dell'ufficio coordinamento Osmed dell'Agenzia italiana del farmaco - il 50% dei bambini ha ricevuto almeno un antibiotico. Un uso più razionale di questi medicinali potrebbe far risparmiare 300 mln di euro, con un impatto positivo su tutta la salute pubblica". Mentre la spesa media di un assistibile di età superiore a 75 anni è di oltre 12 volte maggiore a quella di una persona di età compresa fra 25 e 34 anni (la differenza diventa di 17 volte in termini di dosi). La popolazione con più di 65 anni assorbe circa il 60% della spesa e delle DDD; al contrario, nella popolazione pediatrica fino a 14 anni, a fronte di elevati livelli di prevalenza, si consuma meno del 3% delle dosi e della spesa. "Gli italiani - conclude Raschetti - si dimostrano ancora malati di farmaci. Noncuranti degli appelli alla prudenza indotti dall'emergere di alcuni effetti collaterali anche gravi. E amano gli antidepressivi e non considerano che dati in modo automatico e senza una giusta terapia di supporto sono inutili. Anzi: controproducenti".
(Luglio 8, 2010)
Tag: Farmaci, rapporto osmed 2009
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mercoledì 30 giugno 2010
INVENTORI DI MALATTIE
Con dedica speciale a Axlman ;-)
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venerdì 25 giugno 2010
La grande truffa della "suina"
Il British Medical Journal: l'Oms ha gonfiato i rischi dell'influenza A per favorire l'industria
Le critiche al modo in cui l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha risposto alla pandemia di influenza H1N1 sono cresciute di una tacca, venerdì scorso, con la pubblicazione di un’inchiesta condotta congiuntamente dal British Medical Journal (BMJ) e dall’Agenzia di Giornalismo Investigativo di Londra (BIJ), e con il rapporto adottato quello stesso giorno dalla Commissione sanità dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. La prima rivela che alcuni degli esperti che avevano partecipato alla redazione delle linee guida dell’Oms per le pandemie erano sul libro paga di due industrie farmaceutiche - Roche e GlaxoSmithKline - che producono medicinali o vaccini contro i virus influenzali. Il secondo sottolinea una «mancanza di trasparenza» nella gestione della crisi del virus H1N1 da parte dell’Oms e delle istituzioni sanitarie pubbliche, le accusa di aver «dilapidato una parte della fiducia che gli europei hanno in questi organismi» e ritiene che «questo declino di fiducia in futuro potrebbe rappresentare un rischio».
Un anno dopo l’annuncio, l’11 maggio 2009, dell’inizio della pandemia influenzale, molti governi occidentali si ritrovano con scorte inutilizzate di farmaci antivirali e vaccini contro il nuovo virus A (H1N1), ordinati a un carissimo prezzo, mentre la banca JP Morgan valuta il giro d’affari tra 5,8 e 8,3 miliardi di euro. Emerge che, a partire dal 1999, data delle prime linee guida dell’Oms per le pandemie, alcuni esperti con un ruolo chiave nella loro elaborazione hanno legami di interesse con gli industriali. Le raccomandazioni vengono scritte da quattro esperti in collaborazione con il «Gruppo di lavoro europeo sull'influenza» (Eswi). «Ciò che questo documento non rivelava è che l’Eswi è interamente finanziato da Roche e dagli altri produttori di vaccini e che due degli esperti, René Snacken e Daniel Lavanchy, l’anno prima avevano partecipato a eventi finanziati da Roche», scrivono i giornalisti britannici Deborah Cohen e Philip Carter.
L’articolo cita diversi altri esperti coinvolti in documenti strategici dell’Oms, che sono stati retribuiti dagli industriali e hanno pubblicato degli articoli sull’utilità dei farmaci retrovirali (Tamiflu della Roche o Relenza di GlaxoSmith Kline), utilità oggi contestata all’interno della comunità medica.
«Nessun dettaglio è stato fornito dall’Oms in risposta alle nostre domande», scrivono Cohen e Carter. I due giornalisti deplorano anche il segreto tenuto dall’Oms sulla composizione del comitato d’urgenza, messo in piedi dalla direttrice generale, che l’ha consigliata sul momento in cui dichiarare la pandemia: «Una decisione che ha scatenato i costosi contratti per i vaccini in tutto il mondo», commenta nel suo editoriale la direttrice di Bmj, Fiona Godlee.
Interpellato da «Le Monde», il portavoce dell’Oms, Gregory Hartl, precisa che «ogni volta che l’Oms riunisce degli esperti, fa compilare una dichiarazione di interessi, che è sottoposta alla valutazione del presidente del comitato di esperti, ma non le pubblica perché contengono informazioni di ordine privato».
Per quanto riguarda il comitato di urgenza, Hartl precisa che la sua composizione sarà resa pubblica quando avrà terminato la sua missione, una misura mirata «a evitare che i suoi membri subiscano pressioni, tenuto conto delle conseguenze enormi delle decisioni prese». Anche il rapporto redatto da Paul Flynn, parlamentare britannico socialista, e adottato il 4 giugno dalla Commissione Sanità dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, accusa l’Oms di dar prova di una «grave mancanza di trasparenza» nei suoi processi decisionali, cui si aggiunge «la prova schiacciante che la gravità della pandemia è stata largamente sovrastimata dall’Oms».
Il documento sottolinea che «è soprattutto il passaggio rapido verso il livello 6 della pandemia, in un momento in cui l’influenza dava sintomi relativamente modesti, combinato con il cambiamento di definizione dei livelli di pandemia poco prima dell’annuncio della pandemia H1N1, che ha sollevato preoccupazioni e sospetti nella comunità scientifica». Il rapporto sarà sottoposto all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e dei suoi 47 stati membri il prossimo 24 giugno.
Fonte
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201006articoli/55702girata.asp
Un anno dopo l’annuncio, l’11 maggio 2009, dell’inizio della pandemia influenzale, molti governi occidentali si ritrovano con scorte inutilizzate di farmaci antivirali e vaccini contro il nuovo virus A (H1N1), ordinati a un carissimo prezzo, mentre la banca JP Morgan valuta il giro d’affari tra 5,8 e 8,3 miliardi di euro. Emerge che, a partire dal 1999, data delle prime linee guida dell’Oms per le pandemie, alcuni esperti con un ruolo chiave nella loro elaborazione hanno legami di interesse con gli industriali. Le raccomandazioni vengono scritte da quattro esperti in collaborazione con il «Gruppo di lavoro europeo sull'influenza» (Eswi). «Ciò che questo documento non rivelava è che l’Eswi è interamente finanziato da Roche e dagli altri produttori di vaccini e che due degli esperti, René Snacken e Daniel Lavanchy, l’anno prima avevano partecipato a eventi finanziati da Roche», scrivono i giornalisti britannici Deborah Cohen e Philip Carter.
L’articolo cita diversi altri esperti coinvolti in documenti strategici dell’Oms, che sono stati retribuiti dagli industriali e hanno pubblicato degli articoli sull’utilità dei farmaci retrovirali (Tamiflu della Roche o Relenza di GlaxoSmith Kline), utilità oggi contestata all’interno della comunità medica.
«Nessun dettaglio è stato fornito dall’Oms in risposta alle nostre domande», scrivono Cohen e Carter. I due giornalisti deplorano anche il segreto tenuto dall’Oms sulla composizione del comitato d’urgenza, messo in piedi dalla direttrice generale, che l’ha consigliata sul momento in cui dichiarare la pandemia: «Una decisione che ha scatenato i costosi contratti per i vaccini in tutto il mondo», commenta nel suo editoriale la direttrice di Bmj, Fiona Godlee.
Interpellato da «Le Monde», il portavoce dell’Oms, Gregory Hartl, precisa che «ogni volta che l’Oms riunisce degli esperti, fa compilare una dichiarazione di interessi, che è sottoposta alla valutazione del presidente del comitato di esperti, ma non le pubblica perché contengono informazioni di ordine privato».
Per quanto riguarda il comitato di urgenza, Hartl precisa che la sua composizione sarà resa pubblica quando avrà terminato la sua missione, una misura mirata «a evitare che i suoi membri subiscano pressioni, tenuto conto delle conseguenze enormi delle decisioni prese». Anche il rapporto redatto da Paul Flynn, parlamentare britannico socialista, e adottato il 4 giugno dalla Commissione Sanità dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, accusa l’Oms di dar prova di una «grave mancanza di trasparenza» nei suoi processi decisionali, cui si aggiunge «la prova schiacciante che la gravità della pandemia è stata largamente sovrastimata dall’Oms».
Il documento sottolinea che «è soprattutto il passaggio rapido verso il livello 6 della pandemia, in un momento in cui l’influenza dava sintomi relativamente modesti, combinato con il cambiamento di definizione dei livelli di pandemia poco prima dell’annuncio della pandemia H1N1, che ha sollevato preoccupazioni e sospetti nella comunità scientifica». Il rapporto sarà sottoposto all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e dei suoi 47 stati membri il prossimo 24 giugno.
Fonte
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201006articoli/55702girata.asp
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